Come l’Italia è davvero interessata alle sorti dell’Iran?

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Certo che in un momento come questo, con una guerra fratricida fatta dalla Russia all’Ucraina, che minaccia i nostri confini, dove una rivoluzione soppressa dalla violenza sanguinaria del regime dei Pasdaran e degli Ayatollah, che trucida i suoi figli, solo perché vogliono assaporare un briciolo di libertà occidentale, per avere la possibilità di scegliere per il proprio futuro: lavoro, amore e iniziativa; l’ipocrisia di una parte del nostro paese diventa sempre più imbarazzante.

Mentre della guerra si racconta tutto ed il contrario di tutto, con approfondimenti, interventi ed inviati speciali, della rivoluzione iraniana non se ne parla come si dovrebbe. Desideriamo pertanto dare un approfondimento alla vicenda con degli spunti di riflessione, che di certo ci aiuteranno a capire alcune dinamiche molto interessanti.

La comunità iraniana in Italia è una delle realtà più presenti e soprattutto, c’è da dirlo, più prolifiche, che ha sempre portato un contributo di competenza e professionalità nelle attività scientifiche; è noto infatti, che gli studenti iraniani sono molto dotati, raccolgono brillanti risultati nelle università di Roma, Firenze e Trieste. Si laureano a pieni voti e si inseriscono sin da subito nella ricerca scientifica, raggiungendo obiettivi importanti, non è un caso che qualche hanno fa alcuni scienziati iraniani hanno partecipato alla famosa ricerca per l’individuazione del “bosone di Higgs” (CERN di Ginevra).

Quindi con questa breve premessa, possiamo dire che i rapporti del nostro paese con l’Iran sono da sempre stati solidi, o quanto meno, come abbiamo appena descritto, gli iraniani vedono nel nostro paese un partner fondamentale.

Ora l’Iran, di contro, è per le imprese italiane un’opportunità commerciale interessante, i rapporti sono cresciuti nel tempo da quel gennaio del 2016 quando era presidente del Consiglio Matteo Renzi, ed è proprio in questo periodo che alcuni imprenditori o come qualcuno li ha soprannominati “pirati” iniziano una collaborazione con il governo iraniano, lo stesso di oggi, intavolando accordi per costruire qua e là sul territorio persiano.

E guarda un po’! Indovinate quale esempio di imprenditoria italiana ha avuto accesso a questi rapporti? Uno su tutti, il Gruppo Pessina, cosa c’è da dire su questa roba qui? Ddi tutto.

Originariamente l’azienda aveva stipulato un accordo per la costruzione di 5 ospedali in collaborazione con l’Università di Marshad, ora bisognerebbe capire cosa è accaduto, di questa storia non si è avuta più notizia, mentre sembrerebbe certo del concordato chiesto dal socio di Sig. Pessina, che potete trovare tra le procedure di fallimento, mah!

Non finisce qui, sembrerebbe che il sig. Pessina con la sua ombra, Guido Stefanelli, che disse ai giornalisti dell’Unità “quando la falce della morte si abbatterà su di voi avrà la mia faccia” (ndr – pare che il personaggio in questione sia stato più volte denunciato per aggressione e minacce) abbia continuato ad investire in imprese che sono approdate in procedure che sono finite in bancarotta, come appunto l’avventura del quotidiano “L’Unità”.

Bene quello che è successo in questa storia è un tipico caso di un imprenditoria di discutibile fattura, fatta di uomini senza scrupoli, che in questo caso vanno anche contro quello che rappresenta un giornale come l’Unità che si rivolge ad una platea di lavoratori, solo per i propri interessi.

Non solo, dal pubblico registro della camera di commercio i vari Stefanelli e Pessina sono cointeressati con un altro personaggio che è stato arrestato per bancarotta dalla Guardia di Finanza, tal Guido Veneziani, e con un avvocato che è rientrato in una inchiesta della Procura di Roma per una questione legata alle mascherine ai tempi dell’aggressione del Covid.

A questo punto la domanda, come diceva un grande giornalista della Rai, nasce spontanea: ma sono questi i personaggi che in un evento del settembre del 2016 a Bari all’ombra della “Fondazione Fare Futuro” dell’attuale Ministro Urso, sbandieravano conoscenza della realtà iraniana? Ma qualcuno ha mai chiesto a queste persone che tipo di rapporti oltre quelli “ufficiali di affari”, intrattenevano con la delegazione iraniana?

Oppure gli affari finanziari di Invitalia con le banche iraniane, che venivano indicate come una mano al regime del presidente dell’epoca Rohani che guarda caso doveva domare le proteste di piazza (domate con l’uccisione di 23 manifestanti) per i casi di corruzione governativa e aumento dei prezzi, (Tiscali news articolo di Alberto Negri)… beh, anche qui sono state fatte delle indagini per capire cosa ci fosse dietro a queste operazioni? La rete è piena di articoli che trattano questi argomenti, ma come sempre succede in Italia le risposte tardano ad arrivare, e la gente muore in Iran…. e non da oggi….

Quindi vorrei concludere con questa domanda: quali delle attenzioni che da sempre l’Italia rivolge all’Iran sono di carattere umanitario? Facciamo prima.