Fondi alle aree interne e montane, esulta Bellucci (Uncem Lazio)

79

“Non posso, in prima istanza, che accogliere con soddisfazione la notizia di queste ore che il fondo perequativo infrastrutturale per le aree interne e montane, previsto dalla legge di bilancio nazionale per quest’anno, è stato confermato nella misura di 4,6 miliardi di euro in 5 anni, grazie ad un emendamento dell’On. Stefania Pezzopane, cui va tutta la stima e la riconoscenza di Uncem Lazio e di tutti i Sindaci montani.” Lo ha affermato presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci.

“Questo stanziamento – ha ricordato Bellucci – deriva dalla sessione degli Stati Generali della Montagna di UNCEM, tenuti a Roccaraso giusto un anno fa, in cui il Ministro Boccia e l’On. Enrico Borghi, suo consigliere per la montagna, avevano fortemente voluto un segnale preciso per le aree interne e montane in grave degrado e spopolamento.

I fondi per infrastrutture ed opere pubbliche dovrebbero finalmente colmare il divario con il resto del territorio, in cui le città medio grandi e metropolitane hanno ricevuto il più delle risorse disponibili”.

“Dall’altra parte – ha concluso il Presidente di UNCEM LAZIO – la vicenda dell’ottimo intervento dell’On. Pezzopane, mette in evidenza il ritardo di comprensione strategica e programmatica che alligna ancora nel Parlamento nei confronti dei Piccoli Comuni delle aree interne e montane: l’incomprensione del loro ruolo di sentinelle del patrimonio ambientale e culturale del 64% della superficie nazionale; di quello di depositari di tradizioni, folclore, enogastronomia, artigianato tipico e d’arte, che ha fatto la fortuna del made in Italy nel mondo; di protagonisti dell’equilibrio istituzionale con le Comunità Montane e le Unioni di Comuni, nel rapporto tra Stato, Regioni e territorio, ebbene questo è gravissimo.

Il governo Draghi, il Consiglio dei Ministri, i Dipartimenti con cui si articola l’azione di governo debbono fare un salto di qualità e documentarsi, conoscere, interpretare e rendere fattuali le potenzialità diffuse di questi territori.

Mi aspetto anche che sul PNRR ci sia una maggiore considerazione di questi aspetti, altrimenti avremo l’ennesima occasione mancata per il ritardo culturale e politico di tanti e la sciatteria ed indecisione della nostra burocrazia statale e regionale, chiamata a svolgere un ruolo nuovo e non replicabile come questo del Piano UE, che comporta anche per loro nuovi compiti di aggiornamento ed elaborazione.”