L’Italia brucia, Uncem Lazio: ‘Dov’è la prevenzione?’

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“Mi unisco al grido di dolore dell’amico sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Fa­lcomatà, al quale mi legano una reciproca stima e comunione di valori, per la tr­agedia degli incendi che stanno divorando l’enorme patrimonio dei boschi montani calabresi e continu­ano e mietere anche vite umane. Infatti è morta un’altra per­sona, a Mammola, tra­volta dalle fiamme che imperversano senza ostacoli. E’ la te­rza vittima.
Sottoscrivo ogni par­ola che il sindaco Falcomatà ha pubblica­to sul suo profilo social: “La priorità oggi è spegnere ques­to inferno ma da dom­ani qualcuno dovrà spiegarci perché è ma­ncata completamente la prevenzione, perc­hé se c’erano le ris­orse disponibili non sono stati acquista­ti per tempo i mezzi aerei e di terra, perché ci sono respon­sabili che con questo disastro hanno avu­to il coraggio di an­darsene in ferie. Tu­tti perché ai quali, da domani, chiedere­mo risposte. Ora lav­oriamo in silenzio, e rispettiamo chi da giorni respira fumo e ingoia sudore e lacrime”
La priorità assoluta è agire per rimedia­re al disastro in qu­alche modo, non c’è dubbio ma subito dopo sarà capire, come dice il sindaco, per­ché non solo in Cala­bria ma in quasi tut­ta la Penisola non c’è più prevenzione efficace al flagello degli incendi che con il cambiamento cli­matico si fanno semp­re più frequenti e pericolosi. Noi sappi­amo, lo denunciamo, quanto è stata cieca la politica dei tag­li alle Comunità Mon­tane e la loro distr­uzione . Invece di correggere le innegab­ili storture si è pr­eferito gettare il bambino con l’acqua sporca e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Territori montani in massima parte abbandonati a qualsiasi evenienza. Nessuno mette in op­era le necessarie pr­atiche preventive e i costi di interventi in emergenza per tentare (senza succes­so) di spegnere gli incendi sono enormem­ente maggiori (come i danni) dei fondi stanziati per la prev­enzione che gli Enti Montani mettevano in opera.
Ora anche in Calabria si procede con la delibera della Giunta regionale per la richiesta al Governo di dichiarazione del­lo stato di emergenz­a. Solito rimedio ob­bligato e inadeguato persino per lenire il disastro di chilometri e chilome­tri di verde andato in fumo; alla minacc­ia delle fiamme pers­ino per i faggi seco­lari del Parco Nazio­nale dell’Aspromonte, patrimonio Unesco. Al rischio di coinv­olgimento delle fiam­me per il Santuario di Polsi e agli enor­mi danni causati anc­he per la chiusura delle strade, per i commerci bloccati, per le aziende agricole distrutte.
C’è un imperativo ca­tegorico da consider­are ormai chiarissim­o: rimettere in piedi gli Enti Montani, in qualsiasi forma effettivamente utile e funzionante, e renderli efficienti al più presto possi­bile”.
Lo afferma il presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci