Monterotondo – Truffa anziana, arresto lampo

257

I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo hanno effettuato un ulteriore arresto in flagranza di reato per truffa ad anziani, con il noto escamotage
della richiesta di denaro per aiutare un familiare
in difficoltà giudiziarie o per debiti insoluti

I Carabinieri della Sezione Radiomobile in servizio perlustrativo e preventivo nel centro storico di Monterotondo sono stati allertati dalla Centrale Operativa che ha ricevuto sul NUE 112 una richiesta di intervento per una persona sospetta che usciva dalla casa di un’anziana di 76 anni con alcuni gioielli in mano.
Giunti in pochi minuti a casa dell’anziana vittima, i Carabinieri hanno scoperto che era stato il genero ad aver chiesto aiuto al 112, avendo notato, mentre andava a trovare la suocera, una persona che usciva repentinamente dalla porta di casa con oggetti in mano e atteggiamento guardingo.
Il malvivente è stato così arrestato, dopo che l’anziana vittima ha raccontato il consolidato e diffusissimo modus operandi per questo subdolo ed odioso reato, contro una categoria così vulnerabile e indifesa come quella degli anziani. Ancora una volta i truffatori avevano contattato la vittima su utenza fissa, presentandosi come un parente bisognoso di denaro ed aggiungendo che di lì a breve si sarebbe presentato a casa una persona di fiducia per ritirare del denaro. In questo caso la scusa utilizzata dall’interlocutore, spacciatosi per il figlio della vittima, era la necessità di saldare un debito con le Poste Italiane, al fine di evitare che il Direttore dell’Ufficio Postale procedesse per le vie legali denunciando il figlio debitore. Così, quando il giovane ventenne arrestato ieri si è presentato dalla anziana vittima, è riuscito a farsi consegnare ben 9mila euro in denaro contante ed oltre 10mila euro in gioielli e preziosi. Questa volta però la tempestività d’intervento dei Carabinieri di Monterotondo ha permesso alla donna di tornare in possesso del maltolto ed assicurare alla giustizia il malvivente, mentre sono ancora attive le ricerche dei suoi complici, compreso l’ignoto interlocutore spacciatosi per figlio.

Si comunica, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito. (dal Comando provinciale).