Roma – Casa di cura condannata al risarcimento

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Operazione post parto mal riuscita per una paziente assistita da Codici

Prima la gioia per la nascita della seconda figlia, poi i dolori lancinanti per quello che era stato presentato come un intervento di routine. È quanto accaduto ad una paziente assistita dall’associazione Codici, impegnata in aula in una lunga battaglia legale che si è conclusa recentemente con una vittoria. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivata la sentenza della tredicesima sezione civile del Tribunale di Roma, che ha condannato la casa di cura di Roma ed il medico operante al risarcimento.

La vicenda risale al novembre 2010, quando la donna viene ricoverata presso la struttura per partorire la secondogenita. Dopo il parto, la mamma è in ottime condizioni, tanto che la sera è già in piedi. Il giorno successivo, però, viene disposto un intervento chirurgico, una emorroidectomia, rappresentato come semplice e poco invasivo. “Dopo l’operazione – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – le condizioni della paziente peggiorano. Le vengono prescritti trattamenti e farmaci antidolorifici. Ciò nonostante, dalla struttura sanitaria minimizzano la situazione. Visti i dolori lancinanti, la donna decide di rivolgersi ad un altro specialista. Si arriva così alla visita del gennaio 2011 presso l’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove viene accertata la gravità della situazione. Emerge la necessità di una seconda operazione, eseguita il mese successivo presso un’altra casa di cura privata della capitale”.

Un calvario che sfocia in una causa, con la richiesta di risarcimento danni presentata dall’associazione Codici per responsabilità sanitaria nei confronti della struttura e del medico che ha eseguito l’operazione. Nei giorni scorsi, come detto, il verdetto del Tribunale, che ha condannato chirurgo e casa di cura.